A vederli in negozio questi pani sembrano tutti tanto diversi. Quelli con la crosta, quelli più morbidi, piatti lunghi e chi più ne ha più ne metta.
C'è chi dice: prendete dieci persone ed avrete undici idee diverse. Io vi dico: prendete dieci provincie ed avrete 100 pani diversi!
A casa mia si mangia un pane diverso per ogni giorno della settimana, e non si tratta mica solo di forma.
Ad esempio, prendiamo il pane carasau, o carasatu. La carasatura è una seconda cottura... chiamiamolo pane "biscottato".
La gente pensa che un pane, solo perché è piatto e duro, non debba essere lievitato. Questo è vero solo per il pane azzimo e per quello arabo, che sono piò o meno uguali. Piccola curiosità: questi due pani, tra i più antichi che la storia ricordi, per la legge italiana, non essendo lievitati, non possono essere chiamati "Pane".
Il pane carasau, invece, è lievitato eccome! Il processo produttivo è tanto lungo che veniva fatto in "cooperative" dalle donne del quartiere, e per fortuna dura a lungo, così non c'è bisogno di rifarlo tanto spesso. Il tutto è così complicato che solo recentemente s'è riuscito a meccanizzare il sistema.
Dicevo, è lasciato lievitare due o tre volte, a seconda del sistema, da fare concorrenza al panettone (per i particolari, mi richiamo a wikipedia, che è abbastanza precisa).
La cottura è la parte più bella. Si fa una sfoglia fine, tipo piadina, e la si mette in forno (con legna scelta, naturalmente!), ed ecco che succede:
Del pane carasau non avanzano neanche le briciole... per i buongustai vanno bene per fare la zuppetta nel brodo o assieme al caffellatte... altroché Mulino Bianco!
Non posso dimenticare il pane guttiau. In latino gutta vuol dire goccia (me lo ricordo da"Gutta cavat lapidem"), per cui questo è un pane "gocciolato".
Si fa tranquillamente in casa facendo gocciolare l'olio d'oliva su tutta la superficie (anche se qualcuno preferisce scioglierci il lardo, un po' meno light) e spargendoci un po' di sale. Altroché patatine fritte, insomma.
C'è anche chi ne ha approfittato per farne un prodotto commerciale, per le merende, che non so se vendano anche in continente. Secondo me è veramente buonissimo!
Non so se in questo caso il pane sia anche fritto, o se le calorie siano minori di un pacco di patatine fritte, ma sicuramente fa venire davvero l'acquolina alla bocca.
Viene prodotto in un paesino in provincia di Oristano, in un buffo paesino di nome Tramatza, che qui significa "materasso". Sono 1000 abitanti, probabilmente quasi tutti pastori o contadini, ma evidentemente con una intelligente capacità imprenditoriale.
Buon appetito!!!



